mercoledì 10 ottobre 2007

HO ANCORA LA FORZA


É davvero bello poter dire "ho ancora la forza".
Quella che serve per essere felici di andare avanti, quella che serve per ricominciare, quella per guardarmi ancora attorno con meraviglia, quella di raccontare, di amare, di sbagliare, di perdonare e a volte anche quella di non perdonare...

QUELLA DI VIVERE.

E c'è qualcuno che ha veramente trovato le parole giuste per dirlo.
Francesco Guccini, Ho ancora la forza.


Ho ancora la forza che serve a camminare,
picchiare ancora contro per non lasciarmi stare
ho ancora quella forza che ti serve
quando dici: "Si comincia !"

E ho ancora la forza di guardarmi attorno
mischiando le parole con due pacchetti al giorno,
di farmi trovar lì da chi mi vuole
sempre nella mia camicia...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
e al mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di starvi a raccontare
le mie storie di sempre, di come posso amare,
di tutti quegli sbagli che per un
motivo o l'altro so rifare...

E ho ancora la forza di chiedere anche scusa
o di incazzarmi ancora con la coscienza offesa,
di dirvi che comunque la mia parte
ve la posso garantire...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
nel mondo sono andato,
dal mondo son tornato sempre vivo...

Ho ancora la forza di non tirarmi indietro,
di scegliermi la vita masticando ogni metro,
di far la conta degli amici andati e dire:
" Ci vediam più tardi ..."

E ho ancora la forza di scegliere parole
per gioco, per il gusto di potermi sfogare
perché, che piaccia o no, è capitato
che sia quello che so fare...

Abito sempre qui da me,
in questa stessa strada che non sai mai se c'è
col mondo sono andato
e col mondo son tornato sempre vivo...

SU SOLICITUD HA SIDO DENEGADA

Ok, non c'è problema.
Da questo momento, in cui mi hanno negato il prestito del governo, sono ufficialmente povera.
Ancora una volta ci si rimbocca le maniche e si riparte.
A ferita aperta, ci si rialza e si inizia a combattere e a resistere in questo mondo difficile, dopo l'ennesima batosta, dopo l'ennesima porta sbattuta in faccia.
Ancora una volta solo con le mie forze, le uniche su cui ho sempre contato e le uniche su cui potró sempre contare.
Ancora una volta Don Chischiotte che lotta contro i mulini a vento.
E questa volta lo capisco ancora di piú visto che i mulini a vento sono spagnoli.
Ma niente paura se ce l'ha fatta un folle come lui, beh, posso farcela pure io, anche senza il mio Sancho Panza.
I miei sogni, come i suoi, volano alto e a volte per questo si paga un prezzo piú caro.

Salta in piedi Sancho é tardi
non vorrai dormire ancora
solo i cinici e i codardi non si svegliano all'aurora
per i primi é indifferenza e disprezzo dei valori
e per gli altri é riluttanza nei confronti dei doveri.
L'ingiustizia non é il solo male che divori il mondo
anche l'anima dell'uomo ha toccato spesso il fondo
ma dobbiamo fare presto perché piú che il tempo passa
piú il nemico si fa d'ombra e si ingarbuglia la matassa.
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Sancho ascoltami ti prego sono stato anche io un realista
ma ormai oggi me ne frego e anche se ho una buona vista
l'apparenza delle cose come vedi non mi inganna
preferisco le sorprese di quest'anima tiranna
che trasforma coi suoi trucchi la realtá che hai lí davanti
ma ti apre nuovi occhi e ti accende i sentimenti.
Prima d'oggi mi annoiavo e volevo anche morire,
ma ora sono un uomo nuovo che non teme di soffrire...


ORA SONO UN UOMO NUOVO CHE NON TEME DI SOFFRIRE.


martedì 9 ottobre 2007

POESIAM MUNDI - quella vera -

Hay cosas que no se pueden explicar. Pasan.
Y de ninguna forma puedes saber porque.

Lo que más me sorprende es que todavia no me esplico como Barcelona pueda ser tan especial, porqué aquí lo más sencillo me causa tanta sensación.
Pues, puede que sea porque es una ciudad nueva (¿de verdad aún sigue siendolo?), puede ser por sus encantos, o no se, a lo mejor sólo es que desde cuando vivo aquí he encontrado a mi misma , y ya veo el mundo con ojos distintos: ojos de quien puede disfrutar de la vida, de quien quiere aprovechar de todas sus formas.
O, quizás, sólo es que estoy más a menudo en las nubes, y todo me parece estupendo.

Hoy ha sido un día raro, de estos días que empiezan por una manera y que acaban por otra, pero esta es otra historia.
Esta mañana hacía un solecíto caliente que me dio la ganas de salir a dar un paseo por el centro.
Como siempre había un montón de gente, la mayoría corriendo para arriba y para abajo como locos, este estilo de gente que nunca se para a mirar que está pasando a su alrededor, gente que ni siquiera se da cuenta que el tiempo no se ahorra corriendo, sino gastandoselo bien.
Personas de las que estoy hasta las narices porque sólo piensan en llegar arriba y nunca piensan que, tal vez, es más interesante el viaje (pero, esta también es otra historia).
Llegué a Carrer Ferran que había un buen solecito, y de repente se puso a llover, pero no llovizna fina, un chubasco tan fuerte que todavia estoy pensando de donde han salido las nubes.
Para buscar reparo entré en una tienda de libros, y allí me encontré en una de estas librerias antiguas, con las paredes de un blanco un poco sucio por el polvo y la viejez, con las estanterías llenas de libros, y en todos los rincones columnas hasta el techo de volumenes y en cima de las mesas ejemplares raros, con portadas de piel y letras de oro.
Había un olor raro, de papel y cartón, umededad, tinta y cultura, probablemente más presente en mi mente y en mis recuerdos que real.
Y en su mesa había un hombrecito. Tenía una edad incomprensible: pelo blanco y cara de niño, dos ojos azules como el cielo, dentro de los cuales se pueden leer historias increybles, una sonrisa sin dientes causada por lo estaba leyendo en su libro, una de estas raras personas de las que puedes ver el alma, una de estas raridades que cuando te encuentran te saludan como si la felicidad del mundo dependiera de su "buen día".
Lo imaginé de niño, ayudando al padre en la tienda y empezando a construir su inmensa cultura, pagina tras pagina, libro tras libro. Y fuera seguìa lloviendo.

Todo esto me pareció algo mágico, de otra época, algo olvidado, como los libros que vendía el viejito. Todo esto me pareció la poesía más bella del mundo.



POESIAM MUNDI

La tecnologia informatica é un affare che PURTROPPO avrá futuro.
Lo dice una che lavora per un'azienda di web directory, che ha un blog, un mail di ultima generazione, un album di foto digitale e un mac.
E dico purtroppo perché il computer ci sta togliendo la capacitá di creare e ci fa venire voglia di distruggere. Ma per lo meno non si puó negare che ci stia dando la capacitá di esprimerci.
Quando ci si riesce ovviamente.
Sí, perché mi é appena successo di scrivere un bellissimo (é solo la mia modesta opinione, piú dettata dalla rabbia che da altro) e lunghissimo post, in spagnolo (cosa che mi ha richiesto anche una certa concentrazione), e di cancellarlo per un errore del mio dito mignolo, che ora mi amputerei. A causa della sua sgraziatezza ha inopportunamente sfiorato un cazzo di tastino di merda mandando all'aria due ore buone di lavoro.

In sostanza torniamo a quello che si diceva prima: il computer ci sta togliendo la capacitá di creare e ci fa venire voglia di distruggere.
Sí, perché chiaramente adesso la cosa di cui avrei piú voglia é lanciare questo dannatissimo mac dalla finestra, se non fosse che la mia finestra dá su un pàtio, quindi il maledetto non si disintegrerebbe ma si danneggerebbe e basta e io mi ritroverei con un mac rovinato.

VAFFANCULO AI TASTINI DI MERDA!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

Tra l'altro...si puó sapere perché l'italiano é l'unica lingua al mondo dove la parola computer non si traduce, o al massimo é reso da questo atroce termine arcaico denominato computatore...che manco lontanamente si avvicina all'idea del computer?


martedì 2 ottobre 2007

RIMINENSI A BCN

O meglio: post dedicato a tutti i supposti amici e parenti riminesi che dopo un anno che vivo qua ancora non si sono fatti vedere.

Dedicato a coloro che si fanno sentire solo quando c'è la luna piena e tutte le volte hanno la faccia tosta di dirmi che non mi faccio mai viva.
A quelli che trovano 1200 scuse del cazzo per non prendere un aereo e che non riescono a schiodarsi dal borgo, e dalla borghesia, cui sono abituati come se fossero in punto di morte e non volessero allontanarsi.
Ai signori che non vogliono venire qua per fare turismo in una capitale (dove magari andrebbero volentieri) solo perché ci sono io, e non ne vogliono "approfittare".
A loro che "guai ampliare i propri orizzonti" e scansarsi per 3 giorni dall'abitudine e dalla routine della propria cittá come se avessero 60 anni e ormai fosse troppo tardi per essere attratti dalle cose del mondo e da divertimenti nuovi.
Un applauso a tutti voi che siete cosí affezionati a me che tutte le volte che vengo in Italia mi dite quanto vi manco, ma manco per il cavolo che vi muovete per venire in Spagna.
A chi non si prende 2 giorni di ferie perché gli servono per andare al mare, come se a Barcellona non ci fosse, e senza scordarci che siamo di Rimini!
Un grazie particolare a chi mi dice che tanto a Barcellona c'è giá stato una volta, e certe cose viste un giorno, viste per sempre, e non dimentichiamo chi si prende un aereo per andare in Polinesia, ma "la Spagna é troppo distante".

Ok, lo sappiamo tutti, e ora le cose sono state ulteriormente sottolineate, ma se cosí non fosse riassiumiamo ancora una volta.
Siete pigri e abitudinari; a volte tirchi, piú spesso solo un po' squattrinati; siete lunatici, incostanti e incoerenti.
Siete sempre stati così, coi vostri difetti (e chi non ne ha?) e i vostri pregi, e sempre lo sarete.
Non cambierete mai, ed è per questo che vi voglio così bene, perchè tutti nella vita abbiamo bisogno di punti fermi (soprattutto chi non riesce a piantare radici come me).
Non vi fate mai sentire ma ci siete sempre nel momento del bisogno.
Non mi dite mai quanto bene mi volete ma lo dimostrate nei piccoli gesti.
Non solo siete le persone che mi offrono una spalla su cui piangere ma anche una birra e due risate.
E poi, lo so non mi verrete mai a trovare, ma so anche che non lo fate per disinteresse.
Questo sì: siete bastardi perché in questo modo non fate altro che mancarmi e se é un trucco, beh mi piacerebbe dirvi che non funziona, ma funziona eccome.

Però tranquilli...pericolo scampato, ormai ho smesso di sperare di vedervi qua!